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Ferrara rinnova il proprio impegno nella tutela della memoria storica con una nuova e significativa iniziativa dedicata alle vittime della persecuzione nazifascista. La Comunità Ebraica di Ferrara e il Comune, in collaborazione con il MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, l’Istituto di Storia Contemporanea, l’Università degli Studi di Ferrara, l’Archivio di Stato e il Conservatorio di Musica “Girolamo Frescobaldi”, promuovono una cerimonia pubblica per lo svelamento di cinque nuove Pietre d’Inciampo.

Le pietre saranno dedicate a Gino Ravenna, Letizia Rossi, Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna, cittadini ferraresi la cui storia personale e familiare è stata spezzata dalla violenza delle leggi razziali e della deportazione. Un gesto semplice ma potente, quello delle Pietre d’Inciampo, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, che invita chi passa a fermarsi, leggere un nome, riflettere su una vita e su una responsabilità collettiva.

L’iniziativa si inserisce all’interno di un progetto più ampio e strutturato che prevede la posa, sul territorio cittadino, di cinquanta Pietre d’Inciampo. Un percorso diffuso di memoria urbana che restituisce volti, nomi e storie ai luoghi quotidiani della città. Un primo importante momento di questo progetto si è già svolto il 16 gennaio 2025, quando in via Mazzini sono state collocate quindici Pietre dedicate, tra gli altri, a Carlo Lampronti, Leone (Leonello) Forti, Carolina Jesi, Umberto Lampronti, Berta Forti in Lampronti, Nello, Giulia, Leonella e Gastone Rietti, Argia Cavalieri, Carlo Bassani, Rina Lampronti Bassani, Marcella Bassani, Isacco Fink e Giuseppe Bassani.

La nuova cerimonia si terrà mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 11, in via Bologna 16, nei pressi di Porta Paola, uno degli accessi storici alla città. Un luogo simbolico, attraversato ogni giorno da cittadini e visitatori, che diventerà così anche spazio di memoria condivisa.

Attraverso queste iniziative, Ferrara conferma il proprio ruolo di città attenta alla storia, alla ricerca e alla trasmissione dei valori civili, trasformando le strade in un vero e proprio libro aperto sulla memoria del Novecento, da leggere camminando.

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